giovedì 3 novembre 2011

Cari lettori di Cogito Ergo Occupo;

scrivo questo post/lettera per rispondere ai innumerevoli commenti relativi al futuro della protesta. Intanto volevo scusarmi per non aver pubblicato altri articoli o altre informazioni relative all'avanzamento dei lavori, ma come saprete in questi giorni si è creato un presidio, prima i Piazza Unità e successivamente in Piazza della Borsa, e quindi lo staff era impegnato in questo. Inoltre sarà presto disponibile a scuola il giornalino relativo all'auto gestione con articoli inediti e interviste, i giorni successivi la sua distribuzione sarà disponibile on-line anche il giornalino in formato digitale (PDF).
Le proteste quindi NON sono finite e il presidio come anche l'autogestione sono l'inizio di un movimento che si sta ingrandendo (abbiamo cercato di integrare il più possibile la cittadinanza che non era già al corrente del nostro movimento e sopratutto abbiamo espanso la precedente piattaforma) e sopratutto è convinto di continuare in modo di dare una continuità a tutto questo.

Prima possibile aggiungeremo articoli, video o cronache della protesta creata con #occupytrieste, quindi vi invito a rimanere lettori fissi di questo blog.

Grazie mille.

Lo staff di Cogito Ergo Occupo.

venerdì 28 ottobre 2011

Programma per il 29 Ottobre

Il programma per sabato varierà ulteriormente rispetto alle scorse giornate. La giornata sarà sempre divisa in due parti:

IL PRIMO TURNO

Cosa

Dove

INCONTRO STUDENTI DEL BIENNIO : ESPERIENZE A CONFRONTO

AULA MAGNA

Storia del movimento studentesco

S4 (Terzo Piano)

Parlamento Europeo

Aula Jean Monnet (Quarto Piano) + ala Destra 4° piano

Centro Documentazione e Centro Stampa

Aula Nicolaidi (Quarto piano)

Organizzazione delle azioni future

Ala Sinistra (Quarto Piano)

Studio Peer to Peer

Aula 3A, 4A, 5A Atrio di Disegno (Secondo Piano) e Ala destra Terzo Piano


DALLE ORE 10:30 ALLE ORE 11:55 DIBATTITO PLENARIO IN AULA MAGNA PER TUTTE LE CLASSI.

AL TERMINE CONTRAPPELLO NELLE CLASSI.

Intervista a Jasmin Kazazi

(studente del 5° anno del liceo scientifico Galileo Galilei)


Quali sono i motivi principali che hanno portato a questa protesta?

Innanzitutto, parlando genericamente, la crisi globale che in Italia si fa particolarmente sentire a causa del debito pubblico accumulato, che ha portato il nostro paese ad uno stato di dipendenza. Questo debito pubblico è la causa dei numerosi e sempre più frequenti tagli fatti alle scuole. Basti pensare all'edilizia scadente ed ai pochi fondi che vengono stanziati dalle regioni per l'istruzione. Inoltre riteniamo che la legge sul diritto allo studio sia ormai vecchia e che necessiti quindi di alcune modifiche.

Ma personalmente, ciò che mi preoccupa di più è il mio futuro: non credo infatti che una laurea mi potrà assicurare un posto fisso considerando anche che non possiamo più fare affidamento alle certezze una volta garantite dalla nostra costituzione; prendiamo ad esempio l'articolo 18 recentemente eliminato il quale prevedeva che non si potesse licenziare un dipendente senza motivazioni valide. Ciò costituisce un ulteriore preoccupazione per noi giovani che vediamo il nostro futuro sempre più nella precarietà.


Quali sono invece gli obiettivi?

Abbiamo trascritto, insieme ai rappresentanti delle altre scuole triestine , i nostri principali obiettivi nella così detta “piattaforma”. Essa prevede:

-la riformulazione della legge sul diritto allo studio:

Maggiori opportunità per ricevere borse di studio, gratuità dei trasporti, comodato d'uso dei

libri di tutti 5 gli anni e per quanto riguarda la nostra regione, vorremmo l'approvazione

della proposta di legge che è stata scritta da noi studenti.

-un fondo straordinario per migliorare l'edilizia scolastica:

Come regione a statuto speciale vorremmo poter gestire autonomamente i fondi per

l'edilizia.

-l'utilizzo di una didattica alternativa, in sostituzione a quella attuale, ormai vecchia.

-la creazione di uno statuto per migliorare le condizioni degli stagisti.

-la rimozione delle telecamere ed il divieto di installazione dei badge:

La scuola non può diventare una caserma!

-l'eliminazione delle prove invalsi in sostituzione alla terza prova dell'esame di stato finale:

Non vogliamo delle valutazioni a crocette, di carattere totalmente oggettivo per valutare

la nostra maturità.


Pretendiamo inoltre che vengano mantenute le promesse fatte l'altr'anno alla fine dell'occupazione.


Come vi siete mossi e quali erano le vostre intenzioni iniziali?

Martedì 25 ottobre abbiamo tentato un'occupazione, che è stata subito smantellata dalla Digos come da ordine del prefetto di Trieste. Lo stato infatti aveva dato indicazioni precise riguardo a questi tipi di protesta illegale ma noi abbiamo comunque voluto tentare come segno di solidarietà con le altre scuole e per ottenere una maggiore visibilità con una forma di protesta dura.

La nostra intenzione iniziale era infatti di occupare per poi fare un'assemblea straordinaria informando tutti gli studenti sui motivi di tale protesta e chiedendo un loro consenso a continuarla.

Dopo l'intervento della Digos abbiamo però democraticamente deciso di concludere la settimana con corsi autogestiti per organizzare al meglio proteste successive.


Pensi che dopo questa protesta cambierà effettivamente qualcosa?

Dopo la protesta di questa settimana no: la gente non deve pensare che questa settimana serva a cambiare qualcosa; l'autogestione serve a sensibilizzare ed a informare tutti gli studenti sui diritti per i quali stiamo lottando.

Questa settimana è la base di una vera protesta che dovrà essere continuativa e forte.

Non si può prevedere certo a cosa porterà. Pensiamo però all'Islanda (di cui probabilmente pochi di voi sono al corrente), dove i manifestanti scesi in piazza hanno fatto cadere il governo. Loro certo non potevano prevederlo, come noi non possiamo prevedere quali saranno i risultati della nostra protesta, ma personalmente credo che tornare a fare lezione normalmente, in questo momento, sarebbe arrendersi e rinunciare alla possibilità di ottenere un vero cambiamento.


Cosa rispondi a chi dice che siete solo studenti che non hanno voglia di fare lezione?

Rispondo semplicemente che mi dispiace, queste persone dovrebbero essere informate meglio e noi dovremmo utilizzare forme di protesta più dure che dimostrino alle persone la nostra serietà. Personalmente infatti non ero completamente favorevole all'autogestione ed avrei preferito fare dei sit-in mattutini in questi giorni per poi continuare con forme di protesta nuove ed efficaci (flashmob, manifestazioni a ritmo di tamburo, sit-in nelle piazze magari vestiti tutti in un certo modo) che si sarebbero svolte il pomeriggio come dimostrazione del fatto che non protestiamo solo per saltare scuola, ma anzi che vogliamo proteste continuative che non danneggino il nostro andamento scolastico.


Ora come ora, dove e come vedi il tuo futuro?

Beh l'Italia è secondo me un paese bellissimo ma ha bisogno di cambiamenti, di riparare ai danni fatti negli ultimi 10 anni.

Come ho già detto il futuro è per me una preoccupazione, sono all'ultimo anno e tra 5 anni dovrò anch'io entrare nel mondo del lavoro; ora come ora mi vedo precario o disoccupato e sinceramente non so cosa sia meglio.




Bianca Fabrizio e Sara Gamboz

2A

giovedì 27 ottobre 2011

"Lo spread del bund ha un pss nella mmm" - capire la crisi

Dopo l'attività di dibattito, e in programma delle attività riguardo la crisi economica di domani, vi proponiamo una "guida" alla crisi economica. La guida è disponibile al Download e alla consultazione on-line qui.

Autogestione al Galilei

Durante l’ultima settimana di ottobre fra le scuole secondarie di Trieste si è sparso un vento di protesta che ha raggiunto anche “il Galilei”.


Nella nottata di martedì alcuni studenti si sono introdotti nell’edificio tentando di occuparlo, ma sono stati sgomberati dagli uomini della Digos. A questo episodio, nella stessa mattinata è seguita un’assemblea straordinaria e un dibattito nella giornata di mercoledì. Durante l’assemblea si è parlato dei motivi della protesta, mentre mercoledì si è giunti a delle votazioni che hanno ostentato una ferma convinzione da parte di tutti a condurre un’autogestione.

Contrariamente a quanto la gente può pensare, i corsi si stanno rivelando piuttosto costruttivi ed interessanti. Degni di nota sono il corso di Giornalismo, il Cineforum con proiezioni di film e documentari come ad esempio il capolavoro di Erik Gandini, Videocracy. Molto frequentati anche i dibattiti sulla crisi in aula magna e il corso sul parlamento europeo dei giovani. Incredibilmente innovativo invece il corso riguardante la primavera araba.

Uno dei corsi più produttivi è stato senza dubbio quello sull’Organizzazione delle Azioni Future. In due ore infatti gli organizzatori sono stati sommersi da innumerevoli proposte da parte dei ragazzi riguardo all’organizzazione della protesta degli studenti.

L’impressione comune è rappresentata dalla necessità di manifestare con armi nuove e creative, con cortei più allegri e scanzonati, capaci di diffondere la voglia di fare tipica dei giovani mescolata ad una protesta sottile e consapevole. Altre proposte sfociano dal fastidio che le strumentalizzazioni dei media provocano agli studenti. “I ragazzi hanno scelto l’autogestione solo perché così non devono studiare!” è questo il pensiero comune. E questo è uno stereotipo da cui tutti si vogliono svincolare/distaccare dimostrando in questi giorni di essere ragazzi con degli ideali. Si è inoltre approfondito il significato di manifestazioni quali i “flash mob” ed il “mail bombing” (attacco informatico), portando come esempi la manifestazione in Islanda e quella sul Ponte di Brooklin nella Grande Mela.

Al termine si è anche discusso dei disordini avvenuti a Roma questo ottobre e c’è stato un dibattito sul G8 a Genova nel 2001.

La necessità resta quella di fare qualcosa. Immediatamente.

Attività del Galilei per la giornata di Venerdì 28 Ottobre

Il Galilei anche il 28 Ottobre sarà autogestito. La struttura della giornata sarà praticamente analoga al 27 con qualche cambiamento: sostituzione di corsi e interventi di docenti esterni. In ogni caso la struttura in linea di massima sarà:

Programma della sede centrale
COSA DOVE
Appello. 8, 10 – 9, 00
Appello.
Gli studenti di ogni classe scelgono le attività sui moduli predisposti.
I moduli verranno ritirati entro la prima ora dai rappresentanti del comitato organizzatore.
In classe
Prima Parte 9, 05 – 10, 50
Cineforum Atrio Scienze II piano
Capire la crisi economica
Prof. Romeo Danielis (UniTS)
Aula Magna
Storia del movimento studentesco Aula S4
III piano
Parlamento europeo Aula Jean Monnet
+ Atrio
IV piano ala dx
Centro documentazione e centro stampa Aula Nicolaidi
IV piano
Organizzazione delle azioni future Atrio IV piano ala sx
Studio peer to peer Aula 3A, 4 A, Atrio disegno,
III piano ala dx
Risoluzione di problemi matematici non standard Aula 5A
Intervallo 10:50 – 11:10
Seconda Parte 11:10 – 12:50
Capire la crisi economica: opinioni a confronto
Prof. Romeo Danielis (UniTS)
Davide Fiorini (studente UniTS)
Atrio Scienze II piano
Centri spontanei di aggregazione giovanile negli anni ’80 a Trieste
Sig. Alessandro Capuzzo (attivista del comitato Danilo Dolci)
Aula Magna
Storia del movimento studentesco Aula S4
III piano
Parlamento europeo Aula Jean Monnet
+ Atrio
IV piano ala dx
Centro documentazione e centro stampa Aula Nicolaidi
IV piano
Organizzazione delle azioni future Atrio IV piano ala sx
Studio peer to peer Aula 3A, 4 A, Atrio disegno,
III piano ala dx
Risoluzione di problemi matematici non standard Aula 5A
12:50 Rientro Nelle classi di Apartenenza e CONTRAPPELLO
13:05 Fine attività

Mentre la succursale sostenuta anche dai studenti tutor: Greta Marini, Stefano Esposito, Andrea Pepe, Marco Parlante e Giulio Musi; seguirà il seguente programma:
Orario Cosa Dove
8:10 – 9:00 Appello Classi di Appartenenza
9, 05 – 12, 50 Discussione politica/lettura giornali/organizzazione azioni future Negli spazi destinati dalla prof. ssa Banova

Cineforum Aula video multimediale

Problematiche giovanili Negli spazi destinati dalla prof. ssa Banova

Ripasso a richiesta di matematica e inglese Negli spazi destinati dalla prof. ssa Banova
12:50 Rientro Nelle classi di Apartenenza e CONTRAPPELLO
Tutte le attività TERMINANO alle ore 13, 05.
Presto saranno disponibili gli articoli Prodotti dal Centro stampa in data 27 Ottobre.

mercoledì 26 ottobre 2011

Attività del Galilei per la giornata di Giovedì 27 Ottobre

Dopo la proclamazione dell'autogestione avvenuta oggi, Mercoledì 26 Ottobre, alle ore 12:50 dopo voto dell'intero Istituto pubblichiamo sul sito i corsi organizzati per la giornata di Giovedì 27 Ottobre.
La giornata comincierà alle 8:10, gli studenti dovranno recarsi nelle proprie classi per fare l'appello e per scegliere le due attività da svolgere durante la giornata in due turni. Alle 8:30 - 8:45 (circa) passeranno dei resposabili che ritireranno i fogli, su cui si indicherà i corsi scelti.
Le attività saranno divise in due periodi:
  • Il primo turno dalle 9:05 alle 10:50
  • Il secondo turno dalle 11:10 alle 13:05.
I corsi disponibili saranno:
Attività Locazione
La Crisi (Dibattito) AULA MAGNA
Studio individuale Aule del Secondo Piano
Ripasso Inglese per il Biennio 5A (Secondo Piano)
Cineforum Atrio Scienze (Secondo Piano)
Legge Regionale del Diritto allo Studio S1 (Terzo Piano)
Primavera Araba S4 (Terzo Piano)
Centro Documentazione e Centro Stampa Aula Nicolaidi (Quarto piano)
Organizzazione Azioni Future Ala Sinistra (Quarto Piano)
EYP (European Youth Parliament) Jean Monnet (Quarto Piano)

Alla fine della giornata sarà effettuato il contrappello.

PER LE SUCCURSALI
Le classi del Biennio che sono d'orario normale in Centrale il Giovedì vengono in Centrale, le classi del Biennio che d'orario il Giovedì sono in Succursale svolgeranno attività quasi analoghe in Succursale.
Quindi:
In centrale verranno:
1A, 1F, 2A, 2D, 2E e 2I
mentre le altre classi del biennio dovranno svolgere le attività in SUCCURSALE che saranno, salvo variazioni dell'ultima ora:
  • CINEFORUM
  • LETTURA GIORNALI e DIBATTITO
  • ORGANIZZAZIONE AZIONI FUTURE
  • AULE STUDIO
In ogni caso potranno esserci variazioni improvvise per cause di forza maggiore sia in Centrale che in Succursale.

lunedì 24 ottobre 2011

News Martedì 25 Ottobre 2011

Dopo gli eventi di oggi, pubblichiamo i punti sviluppati e prodotti dalle Scuole secondarie di Secondo Grado della provincia di Trieste. Questi punti sono raccolti in una piattaforma disponibile qui.
Presto saranno disponibili:
  • ulteriori infomazioni sulle evoluzioni della protesta;
  • documenti relativi alle problematiche illustrate nella Piattaforma;
In attesa di procurarvi nuove informazioni riguardo a questa protesta vi invitiamo a leggere i documenti già disponibili.

martedì 18 gennaio 2011

Incontro al circolo della stampa

TRIESTE-Il giorno 18 novembre 2010 è stata indetta dal “Circolo della stampa di Trieste” una conferenza intitolata “S.O.S. SCUOLA PUBBLICA?” per discutere e capire più a fondo le ragione della nostra protesta.
Sono intervenuti: l’assessore provinciale Adele Pino, il consigliere regionale Franco Codega e alcuni rappresentati degli studenti, erano anche presenti alcuni universitari, genitori e insegnanti. Era stato anche invitato l’assessore regionale Roberto Molinaro, ma non si è presentato, né ha mandato un delegato, fattore che segnala il disinteresse per l’argomento, che ai nostri occhi è sembrato molto triste. Il dibattito era coordinato dal presidente del Circolo della stampa Roberto Weber.
La conferenza si è aperta con una panoramica generale della situazione scolastica attuale da parte degli studenti, prende la parola Valeria Facchini del liceo Petrarca, seguita da Tommaso Gandini, Liceo Dante e Tomaso Sferza, Liceo Carducci.
Valeria presto dalle sue parole ci fa capire che viviamo una situazione molto pesante che da molti anni a questa parte sta contribuendo ad un crollo dell’istruzione pubblica che vede una privatizzazione della stessa.-Noi siamo stati accusati di aver reagito- dice(oltretutto sostenuti dall’art.1 della costituzione italiana), certo! Siamo giunti ad uno stato insostenibile: l’ultima riforma proposta dalla Gelmini(ministro all’istruzione) sono 8 miliardi di tagli alla scuola pubblica da attuare in 3 anni, legge che andrebbe contro l’art.34 della costituzione che recita:” La scuola è aperta a tutti, capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto a raggiungere i gradi più alti degli studi” e 90% di borse di studio in meno. Nonostante ciò i fondi per la scuola privata continuano ad affluire da tutti i fronti, vengono stanziati miliardi per l’acquisto di caccia bombardieri disarmati da mandare nelle missioni di “pace”, le paghe dei politici rimangono le medesime e naturalmente i tagli pesano sulle fasce più deboli. Aggiunge poi un quadro sulla situazione degli edifici che versano in condizioni fatiscenti e senza le adeguate norme di sicurezza. Quindi conclude dicendo che la decisione di attuare questo tipo di protesta(occupazione degli edifici scolastici) è stato l’unico modo che si è riusciti a ricorrere per avere la forza di dire BASTA! Inoltre si scusa per il disagio creato alle persone che avrebbero voluto continuare le lezioni curricolari.
L’assessore Adele Pino ci fa notare che si stanno organizzando degli spazi per ospitare gli alunni durante i lavori di restauro previsti.
Inoltre si è voluto ricordare i lavori svolti all’interno delle scuole durante i giorni dell’occupazione che non sono stati solo un momento di ludo senza un fine.
Il nostro stato non si rende conto dell’importanza della cultura, perché i fondi investiti in essa portano un profitto enorme, ma in un futuro un po’ troppo lontano perché ne possano godere gli attuali politici (di sinistra, di destra, o di centro che siano), mentre i fondi versati ai privati portano un profitto immediato, veloce, che però si consuma subito. Ecco allora una spiegazione semplice ma efficace di quello che vale la cultura: TUTTO, senza un’evoluzione culturale noi esseri umani saremmo già estinti da un pezzo!(così dice la scienza)

Nella terza puntata del programma televisivo “Vieniviaconme” è stato letto da Luca Zingaretti questo elenco scritto da Andrea Camilleri del perché con la cultura si mangia:

1. Eva quando prese la mela dall’albero e la offrì ad Adamo, fece cultura
2. La prima madre che svezzò il suo bambino con delle bacche che aveva scoperto commestibili, fece cultura
3. Il primo uomo che appuntì un sasso per cacciare e quindi mangiare, fece cultura
4. Il primo uomo che incise sulla roccia un bufalo per comunicare che lì c’era da cacciare e quindi da mangiare, fece cultura
5. Il primo uomo che si rese conto che la carne di animale era gustosa, fece cultura
6. Il primo uomo che fece 2 buchi su un uovo di dinosauro, lo bevve e consigliò al suo clan di fare lo stesso, fece cultura.
7. Il primo uomo che sfregando due legnetti provocò una scintilla con la quale accese un fuoco su cui cucinò la carne dei bufali, fece cultura.
8. Il primo uomo che, arrabbiato per il bufalo che gli era appena scappato, maciullò con le mani alcune olive e si accorse che potevano essere un buon condimento per la carne di bufalo, fece cultura.
9. Il primo uomo che dopo un’indigestione di carne di bufalo, provvide ad avvertire gli altri che non bisognava mangiarne troppa, fece cultura.
10. Il primo africano e il primo indoeuropeo, che si scambiarono i loro diversi cibi, fecero cultura
11. Dal che si deduce, contrariamente a chi afferma l’opposto, che con la cultura si mangia eccome, talvolta meglio talvolta peggio ma si mangia.

Tutto questo a dimostrazione del fatto che noi studenti amiamo la nostra scuola, una scuola in cui ci viene insegnato a stare tra la gente, ad avere delle nostre idee e a saperle esprimere, una scuola in cui ci viene insegnato a vivere!
Questa è la scuola che stiamo rivendicando e questa è la scuola che ci stanno togliendo!

di Sara Picin e Federico Zeno Bassanese

domenica 21 novembre 2010

Davanti al Galilei per ricordare Vittorio Scafidi

Questa sera alle 19:30 davanti al Galilei con una candela per ricordare Vittorio Scafidi! Accenderemo le candele e scatteremo una foto per ricordare che il 22 novembre 2008 Vito Scafidi fu ucciso dal crollo del soffitto del Liceo Darwin di Rivoli.

Video

martedì 16 novembre 2010

Piero Calamandrei - Disorso sulla scuola (11 febbraio 1950)

"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"

Piero Calamandrei - discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950

EDILIZIA: METTIAMOCI UNA PIETRA SOPRA

Siamo a pochi giorni dal 22 Novembre, una data che in Italia dovrebbe essere ricordata con molta attenzione: due anni fa moriva Vito Scafiti, ucciso in provincia di Torino dalla scuola che frequentava. Nelle nostre scuole si può morire, e tutto ciò che reso ulteriormente inaccettabile dal fatto che lo Stato stanzia per l'edilizia scolastica 350 mln di euro, a fronte di un'esigenza documentata dalla protezione civile di 13 mld di euro. Nel 2009 quasi una scuola su due non aveva il certificato di idoneità statica, più di una su due non era fornita di scale di sicurezza e il 10% nemmeno di porte antipanico (fonte: Legambiente).


Se la situazione a livello nazionale è critica, nella Provincia di Trieste essa si aggirava ulteriormente a causa della presenza di numerosi edifici scolastici vetusti. DI fronte a ciò la Provincia da sola può ben poco, non potendo dar fronte autonomamente a delle spese che risultano ingenti e allo stesso tempo urgenti: lo Stato e la Regione devono fare di più.


Chiediamo che la Regione ripristini il fondo di finanziamento all'edilizia scolastica eliminato dall'ultima Finanziaria regionale e che lo stato strutturi un piano di intervento nazionale sull'edilizia scolastica concepito come rete di opere di prossimità, da finanziare anche in maniera alternativa alle cosiddette "grandi opere", spesso al centro di interessi minoritari dettati da esigenze economiche e non pubbliche. Un Pese che preferisce "investire" nella guerra – 13 mld di euro per l'acquisto di 131 cacciabombardieri JSF-35 – piuttosto che nell'incolumità, nella sicurezza e nella serenità dei propri studenti – spendendo esattamente la stessa cifra – non è un Paese civile.


Di fronte a situazioni che non ci garantiscono l'incolumità fisica in numerose scuole superiori triestine, non siamo disposti a stare a guardare se non riceveremo risposte concrete dalle istituzioni ci sentiremo illegittimati a non rientrare in luoghi totalmente insicuri.


La scuola italiana ha bisogno di respirare, diamole ossigeno!


Edilizia: mettiamoci una pietra sopra!


Gli studenti e le studentesse delle scuole superiori di Trieste.







Protocollo di intesa tra gli istituti scolastici della provincia di Trieste e la provincia di Trieste sull'edilizia scolastica


Il giorno 16 novembre 2010 in un incontro tra i rappresentanti della Consulta Provinciale degli Studenti, i Dirigenti Scolastici, il Presidente della Provincia e gli Assessori competenti in materia di edilizia scolastica di istruzione, si stabilisce che:


  1. Rimane ferma la validità dell'accordo firmato in data xx/xx/xx tra il Presidente della Provincia, l'Assessore competente ed una rappresentanza studentesca in merito all'edilizia scolastica: rispetto al quale verrà svolta una verifica su quanto effettuato finora;

  2. Nei controlli semestrali previsti dal sopracitato accordo verrà garantito la presenza dei rappresentanti della Consulta Provinciale degli Studenti dell'Istituto interessato;

  3. Vengano svolti incontri trimestrali tra gli Assessori competenti, la Consulta Provinciale degli Studenti e i Dirigenti Scolastici nei quali verranno analizzati gli andamenti dei lavori di edilizia negli Istituti e verranno evidenziate eventuali criticità comuni;

  4. Venga svolta una Conferenza annuale sull'edilizia scolastica composta dai rappresentanti della Consulta Provinciale degli Studenti, dai Dirigenti Scolastici, dal Presidente della Provincia e dagli Assessori competenti in materia di edilizia scolastica e di istruzione che esprima parere preventivo obbligatorio non vincolante sugli stanziamenti previsti nel bilancio preventivo;


Trieste, 16 Novembre 2010

CON GLI STUDENTI CONTRO LO STATO REPRESSIVO!!!

Ancora una volta lo stato razzista e autoritario ha rivelato il suo volto repressivo e poliziesco, tramite la DIGOS. Infatti la polizia ha chiesto i documenti ai pacifici occupanti e ha voluto identificare gli studenti che effettuavano una democratica e giusta protesta rivendicando il diritto di studiare in ambienti adeguati, igienici e sicuri.

Non ci sono risorse? Ma queste non mancano certo per le spese militari (+934 milioni nella nuova finanziaria per cacciabombardieri, siluri e missili vari) e +95 milioni per la scuola privata, cioè clericale e ultraclassista!!

E non parliamo delle spese per la guerra in Afghanisthan, in spregio all'art. 11 della Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza che "ripudia la guerra come strumento di offesa".

I "cittadini liberi ed eguali" vogliono esprimere, in questa occasione, agli amici e compagni e studenti, di lingua italiana e slovena della Trieste antifascista la più completa ed ampia solidarietà. La vostra protesta è giusta, come giusta è stata la vostra occupazione delle scuole perchè esse sono vostre come vostre sono le strutture ed il sapere che vi vogliono sottrarre con i tagli per l'Università di 1,4 miliardi di euro del 2008.

Anche noi, come voi, vogliamo una società più giusta, cioè libera e di eguali, dove non si debba morire di lavoro per aumentare il profitto di pochi imprenditori senza scrupoli (3 o 4 incidenti mortali al giorno perchè la sicurezza costa troppo, dicono loro).

SI ALLA CULTURA LAICA, ANTIFASCISTA, POPOLARE E ACCESSIBILE A TUTTI, anche se APPARTENENTI ALLE CLASSI MENO ABBIENTI.

Nella giornata del 17 novembre, giornata dello studente, vi aspettiamo in un CORTEO IMPONENTE, AFFOLLATO, NUMEROSO E IMPETUOSO come i vostri IDEALI, GIOIOSO COME LE VOSTRE BANDIERE, composto e democratico.

comitato cittadini liberi ed eguali

lunedì 15 novembre 2010

IMPORTANTE In aggiunta per domani!

  • Portare tutte le foto e video disponibili a FedeZ!
  • Domani dopo il sit-in si torna alle 11 a scuola per un'assemblea straordinaria
  • Ricordatevi che Mercoledì alle 14:30 c'è la manifestazione per la giornata internazionale dello studente, venite numerosi!
  • Portate tutto quello che avete fatto durante questa settimana di occupazione: articoli, foto, lavori vari etc...

Comunicazione di Servizio:

Domani ore 9:00 sit-in davanti alla provincia in piazza Vittorio Veneto. Affinchè sia legale(cioé una manifestazione spontanea e quindi non organizzata) non deve esserci alcuno striscione, alcuno slogan o alcuna bandiera (si possono portare strumenti musicali).
Mercoledì, corteo alle 14.30 (specificheremo da dove partirà). Questo è organizzato, conseguentemente legale anche con striscioni e slogan. Sarà di pomeriggio al fine di non perdere ulteriori giorni di scuola perché, ricordiamoci, perdere scuola NON E' IL NOSTRO FINE! A questo corteo, serva il maggior numero di persone possibili, ogni persona che ci crede è ben accetta: genitori, amici, parenti... non solo studenti!!! E' una protesta di tutti, contro l'istruzione malsana che si sta venendoa creare in questo Stato!!!

La protesta delle scuole, si incrina il fronte dell’occupazione

C’è chi propende per l’autogestione e chi punta a tenere duro almeno fino a domani

TRIESTE. Il fronte si è incrinato e potrebbe spaccarsi già da questa mattina. Non nella sostanza, perché i contenuti della protesta comune restano quelli, bensì nella forma. Dopo una settimana di occupazione infatti ieri ha iniziato a farsi largo la voce di una diversità di vedute diffusa nelle scuole superiori cittadine sulle modalità di prosecuzione dell’agitazione. C’è chi vorrebbe proseguire con l’occupazione almeno fino a domani, giornata dell’atteso incontro in Provincia dal quale avere risposte da palazzo Galatti sulle richieste avanzate.

C’è poi la posizione che propende per un’autogestione della durata di due o tre giorni, così da arrivare a mercoledì per chiudere simbolicamente il tutto con il corteo pomeridiano coincidente con la Giornata internazionale per il diritto allo studio. Infine, non mancano i sostenitori di una mediazione, da trovare per mezzo di un’ assemblea straordinaria.

All’Oberdan per esempio gli studenti, a ieri sera, stavano discutendo il da farsi. Mentre al Petrarca, riferiscono i giovani stessi, «c’è stato un incontro con la preside Donatella Bigotti in cui abbiamo chiesto un’assemblea straordinaria per domani (oggi, ndr) e poi due giornate di autogestione. Il che significa che chi volesse potrà seguire le normali lezioni, non partecipando a quelle autogestite. Tuttavia non abbiamo trovato l’accordo: la preside è contraria alle lezioni autogestite al mattino».

«La situazione è diversa da scuola a scuola - riferisce Riccardo Laterza, coordinatore regionale dell’Unione degli studenti -. Ci sono tante variabili». Questa mattina la Digos monitorerà la situazione nei vari istituti ma non è stata programmata alcuna azione di forza: la via scelta continua ad essere quella del dialogo.
Ieri mattina intanto sotto il Dante in via Giustiniano, è stata allestita l’annunciata mostra fotografica composta da 53 immagini raccolte dai ragazzi nelle varie scuole cittadine e che riguardano la situazione dell’edilizia scolastica degli istituti. La mostra sarà visibile anche oggi, come confermato dagli stessi studenti.

Riprende oggi, inoltre, il presidio notturno degli universitari iscritti alla facoltà di Lettere all’interno del Dipartimento di Storia in via Economo. Gli studenti hanno organizzato una serie di incontri: stasera la docente Elisabetta Vezzosi dovrebbe intervenire proponendo un confronto fra le università italiane e quelle americane mentre Igor Londero, dottorando, terrà una lezione di storia sui terremoti in Friuli. Per domani è prevista una cena equa e solidale, organizzata in collaborazione con la bottega del mondo “Mosaico”: sono attesi vari interventi.

(m.u.)
(15 novembre 2010)

Scuole sgomberate, stop alle occupazioni A Trieste corteo spontaneo degli studenti

Dopo una settimana di occupazione ha iniziato a farsi largo la voce di una diversità di vedute nelle superiori sulle modalità di prosecuzione dell’agitazione
TRIESTE. Ad una settimana dall'avvio dell'occupazione delle scuole superiori di Trieste, questa mattina gli studenti sono stati fatti uscire da gran parte degli edifici. In molti casi, i dirigenti scolastici hanno cercato di far riprendere la normale attività didattica ma gli studenti sono rimasti fuori dai portoni e hanno organizzato, con un rapido passaparola, un corteo non organizzato nel centro della città.
Al centro della protesta c'è la riforma del Governo e la condizione fatiscente degli edifici scolastici della provincia di Trieste.
(15 novembre 2010)

domenica 14 novembre 2010

Scuola: a Trieste in mostra 'orrori' edifici fatiscenti

53 foto raccolte da studenti per fare opera di sensibilizzazione

(ANSA) - TRIESTE, 14 NOV - Una mostra fotografica per documentare ''gli orrori'' degli edifici scolastici della provincia di Trieste.

E' l'iniziativa organizzata nel capoluogo giuliano dagli studenti delle scuole superiori, che da lunedi' scorso occupano tutti e 17 gli istituti in segno di protesta. La mostra composta da 53 immagini raccolte nelle varie scuole della provincia, e' stata inaugurata stamane e sara' visibile fino a domani sera.

Obiettivo della rassegna e' ''sensibilizzare le istituzioni competenti e la cittadinanza''.(ANSA).